Il Decreto Legge n. 25, in vigore dal 17 Marzo 2017, è intervenuto in maniera decisa sull’articolo 29 D.Lgs 276/2003 ripristinando una vera e propria responsabilità solidale dei soggetti della catena dell’appalto chiamati a rispondere dei trattamenti retributivi e contributivi maturati dai Lavoratori in corso di esecuzione della commessa.
Le novità introdotte dal D.L., incidendo direttamente sul testo del secondo comma dell’articolo 29 del D.lgs 276/2003 ed abrogandone buona parte, comportano:
– l’abolizione del beneficio della preventiva escussione del patrimonio del debitore principale (appaltatore o subappaltatore) introdotta nel 2012 a tutela del Committente;
– l’abolizione della possibilità di modifica del regime della solidarietà passiva precedentemente concessa alle parti sociali in sede di contrattazione collettiva;
– il venir meno del litisconsorzio processuale necessario tra tutti i soggetti della catena dell’appalto.
In sostanza, a seguito delle modifiche introdotte dal Decreto, al Committente è sottratta la facoltà di rispondere “soltanto” in via sussidiaria alla sentenza di condanna avente ad oggetto il recupero di differenze retributive e contributive maturate dai Lavoratori nel corso dello svolgimento della commessa, restando al contrario esposto al rischio di essere chiamato a corrispondere il dovuto in prima battuta, quale effettivo debitore solidale, senza la possibilità di eccepire la preventiva escussione del patrimonio dei soggetti giuridici che lo precedono (quanto a prossimità ai lavoratori medesimi) nella catena dell’appalto.
Se da un lato quindi il Decreto Legge in oggetto indebolisce la tutela garantita al Committente (rafforzando, a contrario, la tutela dei lavoratori), dall’altro si deve comunque ricordare come il medesimo Decreto dovrà essere convertito in legge entro il 16 Maggio 2017 (entro 60 giorni dalla sua pubblicazione in G.U) poiché, in caso contrario, le riforme abrogative suindicate, ed ad oggi in vigore, decadranno.

Approfondimento a cura di Stefano Sparpaglione.

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