Poiché “l’inserimento di foto di minori sui social  network costituisce  comportamento  potenzialmente  pregiudizievole  per  essi  in  quanto   ciò   determina   la   diffusione   delle   immagini   fra   un   numero indeterminato  di  persone,  conosciute  e  non,  le  quali  possono  essere malintenzionate e avvicinarsi ai bambini dopo averli visti più volte in foto on-line,   non   potendo   inoltre   andare   sottaciuto   l’ulteriore   pericolo costituito  dalla  condotta  di  soggetti  che  “taggano”  le  foto  on-line  dei minori  e,  con  procedimenti  di  fotomontaggio,  ne  traggono  materiale pedopornografico da far circolare fra gli interessati, come ripetutamente evidenziato dagli organi di polizia … il  pregiudizio  per  il  minore  è  dunque  insito  nella diffusione   della   sua   immagine   sui   social  network sicché l’ordine di inibitoria e di rimozione va impartito immediatamente” (Trib. Mantova, ord. 19/09/17).

Approfondimento a cura di Roberto Sparpaglione.

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