Qualora la mancata diagnosi di un processo morboso terminale che abbia determinato la ritardata esecuzione dell’intervento chirurgico che normalmente si sarebbe dovuto praticare per evitare che l’esito definitivo del processo morboso si verificasse anzitempo comporti la perdita, per il paziente, della chance di conservare durante quel decorso una migliore qualità di vita e la chance di vivere alcune settimane o alcuni mesi di più rispetto a quelli poi vissuti, integra l’esistenza di un danno risarcibile alla persona (Corte di Cassazione 23846\2008).

Approfondimento a cura di Roberto Sparpaglione.

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