Le regole del contratto di rioccupazione: incentivi alle assunzioni fino al 31 Ottobre 2021

Come noto il decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73 ha previsto l’istituzione in via eccezionale, fino al 31 ottobre 2021, del contratto di rioccupazione quale contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato diretto a incentivare l’inserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori in stato di disoccupazione attraverso la fruizione di agevolazioni contributive di rilievo in favore dei datori di lavoro.

Posto che il termine finale per fruire dell’istituto e procedere all’assunzione agevolata di lavoratori in stato di disoccupazione si avvicina, vale la pena riepilogarne le regole.

Il contratto di rioccupazione è un genus speciale di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e questo comporta che l’accesso agli esoneri contributivi connessi all’istituto non trova applicazione per i datori di lavoro che assumano, ancorché a tempo indeterminato, mediante il ricorso ad altre tipologie contrattuali, quali, ad esempio, l’apprendistato, ovvero che procedano alla trasformazione a tempo indeterminato di rapporti a termine in corso (in quest’ultimo caso il lavoratore non sarebbe infatti titolare del requisito fondante il contratto di rioccupazione, ossia lo stato di disoccupazione).

Il contratto di rioccupazione è caratterizzato, inoltre, dalla formalizzazione di un progetto individuale di inserimento della durata di sei mesi al quale il lavoratore presta esplicito consenso e durante il quale trovano applicazione le sanzioni previste dalla normativa vigente per il licenziamento illegittimo (ossia la possibile reintegra del lavoratore o la corresponsione di una indennità risarcitoria in caso di recesso datoriale anticipato). Al termine del periodo di inserimento entrambe le parti possono recedere dal contratto rispettando il preavviso contrattuale decorrente dal medesimo termine. Se nessuna delle parti recede, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Fatta eccezione per il settore agricolo, finanziario e del lavoro domestico, per i Datori di lavoro che assumono con contratto di rioccupazione, entro la data del 31 Ottobre 2021, è previsto l’accesso ad un esonero contributivo che, per un periodo massimo di sei mesi e nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro su base annua (500 euro al mese), è pari al 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL). Nelle ipotesi di rapporti di lavoro a tempo parziale, il massimale dell’agevolazione sarà proporzionalmente ridotto mentre, con riferimento al periodo di fruizione dell’incentivo, lo stesso sarà sospeso esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità, ivi comprese le ipotesi di interdizione anticipata dal lavoro, con conseguente differimento temporale del periodo di godimento del beneficio.

L’esonero contributivo non può essere fruito ove ricorra una delle seguenti circostanze:

- in caso di assunzione con contratto di rioccupazione in violazione del diritto di precedenza alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine che abbia manifestato per iscritto – entro sei mesi dalla cessazione del rapporto (tre mesi per i rapporti stagionali) - la propria volontà di essere riassunto;

- in caso di assunzione con contratto di rioccupazione presso il datore di lavoro (o l’utilizzatore con contratto di somministrazione) interessato da sospensioni dal lavoro connesse a una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione o la somministrazione siano finalizzate all’assunzione di lavoratori inquadrati a un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in unità produttive diverse da quelle interessate dalla sospensione e sempre salve le ipotesi di sospensione dal lavoro per una causale giustificata e dipendente dall’emergenza epidemiologica da COVID-19;

- qualora l’assunzione riguardi lavoratori licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, alla data del licenziamento, presentava elementi di relazione con il datore di lavoro che assume, sotto il profilo della sostanziale coincidenza degli assetti proprietari ovvero della sussistenza di rapporti di controllo o collegamento;

- nel caso in cui il datore di lavoro abbia proceduto, nei sei mesi precedenti l’assunzione, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo, ai sensi dell’articolo 3 della legge 15 luglio 1966, n. 604, o a licenziamenti collettivi, ai sensi della legge 23 luglio 1991, n. 223, nella medesima unità produttiva, (eccezion fatta per licenziamenti per sopravvenuta inidoneità assoluta al lavoro e per superamento del periodo di comporto che non sono ostativi al riconoscimento dell’esonero)

L’esonero contributivo spetta invece pacificamente:

- per le assunzioni con contratto di rioccupazione a tempo indeterminato effettuate in attuazione dell’obbligo previsto dall’articolo 24 del D.lgs n. 81/2015 e quindi dal datore di lavoro che assume a tempo indeterminato e con le medesime mansioni, entro i successivi dodici mesi, il lavoratore che, nell’esecuzione di uno o più contratti a tempo determinato presso la stessa azienda, ha prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi;

- per le assunzioni con contratto di rioccupazione a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro privato che, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 47, comma 6, L. 428/90, entro un anno dalla data del trasferimento aziendale (o nel periodo più lungo previsto dall’accordo collettivo, stipulato ai sensi del comma 5 dello stesso articolo), assuma a tempo indeterminato lavoratori che non sono passati immediatamente alle sue dipendenze;

- per le assunzioni con contratto di rioccupazione a tempo indeterminato di lavoratori disabili effettuate ai sensi dell’articolo 3 della legge 12 marzo 1999, n. 68;

- per le assunzioni con contratto di rioccupazione a tempo indeterminato effettuate in ottemperanza agli obblighi dalla contrattazione collettiva (si pensi, ad esempio, alle disposizioni collettive applicabili alle imprese di pulizia, per cui l’azienda che subentra in un appalto di servizi è obbligata ad assumere i dipendenti della precedente azienda).

Ribadendo quindi che l’esonero contributivo opera solo per assunzioni con contratto di ricollocazione di lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 19 del D.lgs 150/2015 (soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro di cui all’articolo 13 del medesimo decreto legislativo, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione a misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego), decadono dal beneficio dell’esonero e devono restituire quanto fruito, i datori di lavoro che:

- procedono al licenziamento del lavoratore per cui si beneficia dell’agevolazione durante o al termine del periodo di inserimento;

- procedono al licenziamento collettivo o individuale per giustificato motivo oggettivo di un lavoratore impiegato nella medesima unità produttiva e inquadrato con lo stesso livello e categoria legale del lavoratore assunto con l’esonero in trattazione, nei sei mesi successivi all’assunzione agevolata.

Peraltro l’eventuale precedente revoca della fruizione dell’esonero contributivo non ha effetti nei confronti degli altri datori di lavoro privati che assumono il lavoratore ai sensi del presente articolo. In sostanza, se il lavoratore, per il quale è stata già parzialmente fruita l’agevolazione, viene nuovamente assunto dal medesimo o da altro datore di lavoro con contratto di rioccupazione, per il nuovo rapporto si può fruire della medesima misura di esonero solo per i mesi residui spettanti, saputo che ai fini del computo del periodo “residuo utile” viene computato il precedente periodo di fruizione anche se revocato.

Resta invece pacifico che, in caso di dimissioni del lavoratore, il beneficio contributivo trova applicazione per il periodo di effettiva durata del rapporto di lavoro.

Quanto infine al coordinamento con altri incentivi, l’esonero contributivo in oggetto è cumulabile con gli esoneri contributivi previsti dalla legislazione vigente per il periodo di durata del rapporto successivo ai sei mesi di fruizione del beneficio introdotto dal decreto Sostegni bis, già pari al 100% della contribuzione datoriale dovuta. Questo significa che solo dal mese successivo a quello in cui ha termine il periodo di fruizione dell’agevolazione connessa al contratto di rioccupazione (ossia dal settimo mese di rapporto) potranno trovare applicazione gli ulteriori esoneri o agevolazioni eventualmente previsti dalla legge in relazione al tipo di rapporto instaurato (si pensi, a titolo esemplificativo, al potenziale cumulo con gli esoneri per l’assunzione di donne svantaggiate ovvero di disabili).

Approfondimento a cura di Stefano Sparpaglione.

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